Colloque – 3 Octobre 2009

Territori visibili e invisibili del male

"Territoires visibles et invisibles du mal", Villa Reale à Monza (Italie)
Samedi 3 Octobre 2009
Tamara Landau est invitée par Pietro Andujar, Président de «la Ginestra», à présider le colloque de psychanalyse «Territori visibili e invisibili del male» («Territoires visibles et invisibles du mal») qui aura lieu à la Villa Reale à Monza (Italie), avec le parrainage de l’adjoint à la culture de Monza. Tamara Landau présente le groupe MnemoArt qui va effectuer une performance avec peintures et textes de Jean-Pierre Landau, création vocale et poético-musicale de Catherine Fava-Dauvergne et Alain Lazare, et une sculpture de Tamara Landau sur le thème du colloque.

Programme

La Ginestra. Associazione di cultura psicoanaliticaconfederata con OPIFER Organizzazione di Psicoanalisti Italiani Federazione e RegistroCon la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Città di Monzapresenta il convegno:Territori visibili e invisibili del male

Programma della giornata:
h 9.00 Registrazione dei partecipanti e Presentazione dal parte degli assessorati
all’Università e alla Ricerca e alla Cultura del Comune di Monza
Presentazione dei chairmen Mons. Brambilla e di Tamara Rosenberg Landau

1. Dr. Antonio Nettuno, psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista membro ordinario di OPIFER, La Ginestra e IIPG Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo:
« Introduzione alle concezioni del male secondo le teorie psicodinamiche
contemporanee »
2. Dr.ssa Patrizia Crippa, consulente filosofa membro ordinario OPIFER Organizzazione di Psicoanalisti Italiani Federazione e Registro e la Ginestra. Associazione di cultura psicoanalitica:
« L’oscura fascinazione del male »
h.11.00: coffee break
3. Dr. Pietro Andujar, psicoanalista, psicologo e psicoterapeuta presidente di OPIFER e de La Ginestra:
« La perversione nella psicopatologia della vita quotidiana attuale »
4. Dr.ssa Dora Rossi, psicoanalista di gruppo, psicoterapeuta membro ordinario dell’IIPG:
« Le dinamiche psichiche di sviluppo del male psicologico secondo la psicologia dell’età evolutiva »
h.13.00 – 14.00: pausa pranzo
5. Dr.ssa Milena Porcari, psicoanalista membro ordinario del C.I.P.A Centro Italiano di Psicologia Analitica:
« La violenza in famiglia: una linea d’ombra fra generazioni »
6. Dr. Aldo Latina, psichiatra e psicoanalista di gruppo membro ordinario IIPG:
« La gestione del male psichico in ambito interistituzionale »
h.16.00 coffee break
7. Dr.ssa Luciana Ceriani, psicologa analista membro ordinario di OPIFER e de La Ginestra:
« I tempi del male: delicatezza e compassione nelle relazioni di cura »
8. Dr.ssa Licia Reatto,psicoanalista psicologa e psicoterapeuta, membro ordinario della S.P.I.
Società Psicoanalitica Italiana:
« Malattia e rappresentazione di sé »
h. 18.00 : Performance di recitazione musica e voci del gruppo MnemoArt di Parigi

Territori visibili e invisibili del male

Il serpente, che era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio, disse alla donna: “E’ vero che Dio ha detto ‘non dovete mangiare di nessun albero del giardino’?… Sappiamo come è finita la storia. Ma, che cosa ci faceva il serpente nel giardino? Perché Dio vi aveva messo la più astuta delle bestie selvatiche?La scena scandalosa della risposta di Eva al serpente, scandalosa perché si trova già, da sempre, “al di là del principio di piacere”, è la scena del “peccato originale”: peccato “originale” non soltanto e non tanto perché iniziale, posto all’inizio mitico della storia dell’uomo, ma anche, e soprattutto, perché originario, cioè insito nella struttura stessa dell’essere umano .La coscienza umana ha la facoltà di scindersi per riflettersi e divenire “autocoscienza”. E’ inevitabile la frattura tra il flusso vivente e l’autoriflessione, il rifletter-si. E’ ciò che la filosofia, dopo Hegel, chiama il per sé, e che Lacan chiama stadio dello specchio. La ‘buona forma’ restituita dallo specchio (o dalla figura amata) ha il compito di chiudere l’emorragia libidica della frattura, ma, ahimè, non è mai del tutto assimilabile. L’immagine amata diviene anche l’immagine odiata, perché il soggetto non vi può mai completamente coincidere.